Pagina 422 - Il Punto Su...Le Dita! 4.0

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dal reddito complessivo nel limite di euro 3.615,20. In base a tale
disposizione la deducibilità non è
riconosciuta nell’ipotesi in cui i predetti
contributi siano versati in favore di familiari non fiscalmente a carico;
2. dall’articolo 51, comma 2 lett. a), del TUIR, ai sensi del quale i
contributi di assistenza sanitaria versati
ad Enti o Casse aventi
esclusivamente fine assistenziale
non concorrono, entro il medesimo limite
di euro 3.615,20, a formare il reddito di lavoro dipendente. Con circolare
n. 50/E del 12.06.2002, § 6.1, è stato precisato che l’esclusione dal reddito
opera anche per i contributi versati per i familiari non fiscalmente a carico.
Con la risoluzione n. 293 del 2008 è stato chiarito che i contributi ad Enti
o Casse aventi esclusivamente fine assistenziale, di cui al punto 2, anche se
versati da lavoratori
in quiescenza
, non concorrono, ai sensi dell’articolo 51,
comma 2, lett. a) del TUIR, alla formazione del reddito, sempreché rispondenti
alle previsioni di contratto, accordo o regolamento aziendale, stante
l’equiparazione dei redditi da pensione ai redditi di lavoro dipendente.
Conseguentemente, i pensionati, nel rispetto delle medesime condizioni e
dei limiti previsti per i dipendenti, possono dedurre dal proprio reddito
complessivo i contributi versati in favore dei familiari anche non fiscalmente a
carico, al Fondo Sanitario integrativo del gruppo bancario, riconducibile alla
tipologia di Ente o Cassa avente esclusivamente fini assistenziali, di cui all’art.
51, co. 2, lett. a), del TUIR.
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Le Direzioni regionali vigileranno affinché i principi enunciati e le
istruzioni fornite con la presente risoluzione vengano puntualmente osservati
dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti.
IL DIRETTORE CENTRALE