Bonus 200 euro: a chi spetta, come ottenerlo.

Bonus 200 euro: chi deve presentare domanda?
Il Decreto Aiuti (articolo 32) prevede esplicitamente la necessità di presentare la domanda nei seguenti casi:

Collaboratori domestici; Parasubordinati co.co.co.; lavoratori stagionali; lavoratori dello spettacolo; autonomi senza partita IVA; incaricati delle vendite a domicilio.

Bonus 200 euro: percettori senza domanda
Il bonus accreditato in automatico spetta in tutti quei casi in cui il requisito reddituale è già noto all’INPS e per i quali esiste già un canale attivo per il versamento. Si tratta dei seguenti soggetti: disoccupati; ex bonus Covid 2021; percettori RdC; pensionati (titolari di uno o più trattamenti pensionistici, pensione o assegno sociale, pensione o assegno invalidi civili, ciechi e sordomuti, trattamenti di accompagnamento alla pensione, in tutti i casi con reddito IRPEF 2021 fino a 35mila euro lordi, al netto di contributi, TFR, reddito prima casa e arretrati con tassazione separata); dipendenti (quelli indicati nell’articolo 1, comma 121, della legge 234/2021***, che nel primo quadrimestre 2022 hanno già beneficiato dell’esonero dello 0,8% per almeno una mensilità e non sono titolari dei trattamenti pensionistici).

Come vengono pagati i bonus
Una precisazione: poiché l’indennità spetta una sola volta per ogni lavoratore, in presenza di più contratti di lavoro non verranno versati 200 euro in ognuna delle due buste paga. Non ci sono nella norma (articolo 31 dl 50/2022) indicazioni precise sul modo in cui si stabilisce quale dei datori di lavoro verserà il bonus; su questo (come su altri punti) si attendono le regole applicative.
Lo stesso discorso vale per i pensionati: il bonus spetta una sola volta, anche nel caso di titolarità di più pensioni. In questo caso, però, sarà il casellario centrale dei pensionati a stabilire quale ente previdenziale pagherà il bonus.

Per saperne di più
*** La legge 30 dicembre 2021, n. 234 (di seguito, legge di Bilancio 2022) ha previsto all’articolo 1, comma 121, che: “In via eccezionale, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto un esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 0,8 punti percentuali a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. Tenuto conto dell’eccezionalità della misura di cui al primo periodo, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

Assetto, misura e durata

L’esonero in esame, valevole per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, consiste in una riduzione dello 0,8 per cento dell’aliquota di calcolo dei contributi previdenziali IVS a carico dei lavoratori, a condizione che la retribuzione imponibile, anche nelle ipotesi di rapporti di lavoro a tempo parziale, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.
Ad esempio, nelle ipotesi in cui nel mese di riferimento non si ecceda una retribuzione imponibile ai fini previdenziali di 2.692 euro e la quota di contribuzione a carico del lavoratore sia pari al 9,19 per cento, questa, in forza dell’esonero in trattazione, potrà essere ridotta di 0,8 punti percentuali, ossia potrà essere determinata per un ammontare pari a 8,39 punti percentuali.
La soglia di reddito (imponibile previdenziale) individuata come massimale, pari a 2.692 euro al mese, comporta che, laddove sia superato tale limite, non spetterà alcuna riduzione della quota a carico del lavoratore. Pertanto, se il lavoratore in un singolo mese percepisce una retribuzione di importo superiore a 2.692 euro lordi, per quel mese non avrà diritto al beneficio.

Condizioni di spettanza dell’esonero

La misura agevolativa in trattazione si applica sulla quota dei contributi IVS a carico dei lavoratori in relazione a tutti i rapporti di lavoro subordinato, sia instaurati che instaurandi, diversi dal lavoro domestico, per i periodi di paga dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022. Sono inclusi nell’ambito di applicazione della misura agevolata anche i rapporti di apprendistato, sempre nel rispetto della soglia limite di retribuzione mensile pari a 2.692 euro.

BONUS 200 EURO, LA DICHIARAZIONE AL DATORE DI LAVORO SBLOCCA IL PAGAMENTO
Bonus 200 euro, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti che intendono beneficiare dell’indennità contro il caro prezzi devono presentare una dichiarazione preventiva al datore di lavoro. Il beneficio, poi, viene erogato nella busta paga di luglio. I dettagli nel testo ufficiale del Decreto Aiuti, DL n. 50 del 2022.

Bonus 200 euro, per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti

l’erogazione dell’indennità è semi automatica: il pagamento avviene direttamente in busta paga senza necessità di presentare domanda, ma è necessario presentare una preventiva dichiarazione al datore di lavoro.

Tramite l’adempimento, richiesto solo a queste tipologie di beneficiari, si comunica di non far parte di altre categorie che riceveranno il contributo.

Attualmente non c’è un modulo da utilizzare, ma dopo la pubblicazione del DL Aiuti in Gazzetta Ufficiale si attendono maggiori dettagli sulla misura.

Bonus 200 euro, chi deve presentare la dichiarazione al datore di lavoro e a cosa serve
Il bonus 200 euro è lo strumento introdotto dal DL n. 50 del 2022 “che consente di aiutare le famiglie e limita i rischi di ulteriori aumenti di inflazione”.
Come si legge nel testo ufficiale del Decreto Aiuti, le modalità di accesso e di pagamento, così come i tempi di erogazione, cambiano da categoria a categoria.
Come per i pensionati e le pensionate e non solo, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti ricevono il pagamento senza necessità di presentare domanda in busta paga. La procedura, però, non è del tutto automatica.
L’articolo 31 del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 maggio 2022 indica uno specifico passaggio da seguire per ricevere l’indennità contro il caro prezzi:

“Tale indennità è riconosciuta in via automatica, previa dichiarazione del lavoratore di non essere titolare delle prestazioni di cui all’articolo 32, commi 1 e 18”

Appare chiaro, quindi, che in caso di rapporto di lavoro dipendente per ricevere il bonus 200 euro è necessario presentare una dichiarazione preventiva al datore di lavoro.
Bonus 200 euro, la dichiarazione al datore di lavoro e i requisiti da rispettare
Il datore di lavoro deve acquisire l’autodichiarazione per escludere che i lavoratori e le lavoratrici abbiano già accesso ad altre formule dello stesso beneficio e in particolare all’indennità prevista per le persone titolari di trattamenti pensionistici, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, trattamenti di accompagnamento alla pensione e per i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza.

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Autocertificazione

Decreto Legge 17 maggio 2022, n. 50 (Decreto Aiuti bonus 200 euro art. 32) articolo 32 articolo 31 Circolare n° 43 del 22-03-2022 – INPS testo completo

(Esonero di 0,8 punti percentuali sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore).

Legge 30 dicembre 2021, n. 234 – Gazzetta Ufficiale

Articolo 1-comma121