Primo accordo sindacale sul processo di integrazione del Gruppo Ubi nel Gruppo ISP

Intesa Sanpaolo

Nella notte del 14 aprile, dopo un confronto lungo e serrato che ha visto anche momenti di grande difficoltà, è stato siglato un primo accordo sindacale riguardante il lungo processo di integrazione dell’ex Gruppo Ubi nel Gruppo Intesa Sanpaolo.
Con il protocollo unitariamente sottoscritto dalle cinque Organizzazioni sindacali del credito e i massimi esponenti di Risorse Industriali di Intesa Sanpaolo, sono stati definiti temi importanti quali, solo per citarne alcuni: percorsi di sviluppo professionale, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, part‐time, pressioni commerciali.
Per il Segretario Nazionale di Unisin Valerio Fabi “quella che si è conclusa nella notte non è stata una trattativa semplice. Ciò nonostante, attraverso la firma del protocollo di intesa, si è riuscito a portare a fattor comune di tutto il Gruppo importanti trattamenti economici e normativi conquistati in tanti anni di confronto sindacale all’interno dell’ex mondo Ubi dal quale io stesso provengo. Allo stesso tempo, anche alcuni istituti tipici della contrattazione integrativa di Intesa Sanpaolo da oggi saranno a disposizione dei colleghi ex Ubi.”.
“Questo è comunque solo un primo step – prosegue Fabi – rispetto alle numerose e imprescindibili richieste unitariamente già portate al tavolo di trattativa dalle Organizzazioni sindacali di Intesa. Nei prossimi mesi il confronto dovrà proseguire per definire tutte le altre materie non ancora affrontate sempre nella logica di dare a tutti i Colleghi di Intesa i migliori trattamenti già individuati nella stessa Intesa e nella ex Ubi, anche al fine di valorizzare la storia di accordi di secondo livello che erano presenti in Ubi”.
Non dimentichiamo infatti – conclude Fabi – che entrambi i Gruppi, Intesa e Ubi, sono da sempre caratterizzati da un livello di relazioni industriali valido e costruttivo che ha permesso, nel tempo, di far crescere i due Gruppi e di offrire ai Colleghi tutele importanti che devono oggi essere integralmente riconfermate nel nuovo perimetro di Intesa Sanpaolo. Va, infatti, data concretezza alle parole del Ceo, dott. Messina, che alla vigilia della conclusione dell’Opas su Ubi dichiarava appunto che le persone costituiscono il principale punto di forza del Gruppo e che nei prossimi mesi la valorizzazione dei nuovi colleghi provenienti da Ubi sarà un aspetto prioritario. Noi siamo certi che proprio da questa trattativa si potrà partire per creare le condizioni necessarie per l’efficace integrazione dei 14.000 dipendenti ex Ubi, senza lasciare nessuno indietro o con la nostalgia delle proprie origini.”
Per il Segretario Nazionale di Unisin Alessandro Casagrande “l’accordo appena sottoscritto pone le basi per l’avvio di un’efficace integrazione tra le Colleghe ed i Colleghi dei due Gruppi bancari, introducendo per tutti anche dei miglioramenti normativi ed economici. Una particolare attenzione è stata dedicata ai giovani nuovi assunti, prevedendo un “pacchetto” di agevolazioni destinate all’acquisto della prima casa, alla nascita dei figli e alla costruzione della pensione integrativa”.
“Il percorso intrapreso ‐ aggiunge Casagrande ‐ proseguirà con ulteriori passaggi, che riguarderanno, tra le altre materie, l’assistenza sanitaria, la previdenza complementare e il buono pasto, con l’obiettivo ‐ anche in questo caso ‐ di apportare benefici per tutte le Lavoratrici ed i Lavoratori di Intesa Sanpaolo, primo Gruppo bancario del Paese”.
“Infine ‐ conclude Casagrande ‐ proprio per riconoscere l’impegno profuso dalle Colleghe e dai Colleghi del Gruppo, le Organizzazioni sindacali hanno ottenuto un consistente incremento del Premio di Risultato che sarà erogato il prossimo anno, con un aumento, rispetto al 2020, superiore al 20% per la figura del Gestore Privati”.

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